Lettere al Senatore Carlo Romani

Gentile Signore Romani,

Mi chiamo Emma Ferrell, e sono una studentessa all’ultimo anno dell’Università di Santa Clara in California, negli Stati Uniti. Non ho una goccia di sangue italiana nelle mie vene, ma studio la lingua e la cultura italiana da otto anni. Le sto scrivendo perché l’Italia è nel bel mezzo delle opportunità grandi: l’opportunità di abbracciare dei cambiamenti meravigliosi, ma anche di non riuscire a realizzare il massimo potenziale come una nazione. Sto parlando dell’imminente voto al senato sulla legge dello ius soli temperato.

Mi ricordo il momento in cui ho imparato che in Italia non c’è lo ius soli. Avevo già studiato l’Italia per quattro anni al liceo e non sapevo niente della cittadinanza italiana, a parte del fatto che, a quanto pare, sarebbe molto facile diventare cittadina se si avesse l’eredità italiana. Alcune delle mie compagne hanno già ottenuto la cittadinanza! Se fosse stato così facile per loro ottenere la cittadinanza, vivendo proprio negli USA, immaginavo che l’Italia avrebbe avuto lo ius soli, come negli USA. Immagini la mia sorpresa quando ho scoperto che in Italia, una ragazza di seconda generazione della mia età deve aspettare fino a quando ha 18 anni per fare la domanda della cittadinanza. Immagini la mia sorpresa quando ho imparato che dopo lei ha raggiunto 18 anni, ha un anno solo per completare la domanda, e che lei non ha dovuto lasciare il paese per più di tre mesi. Mi sono trovata senza parole. Anche oggi, quasi non so cosa dire.

Quando sono andata a studiare a Perugia l’anno scorso, ho fatto la domanda per ottenere il permesso di soggiorno. Dopo una settimana, ho tenuto il mio permesso nelle mani per la prima volta, ed immediatamente mi sono sentita tanto in colpa. Ho avuto dopo solo una settimana di attesa, nelle mani, lo stesso documento che tanti italiani di seconda generazione devono lottare per mantenere. Com’era che io, una studentessa americana che non contribuisce alla società italiana affatto, aveva la stessa documentazione per quattro mesi che tanti ragazzi, nati in cresciuti sulla terra italiana, mantengono per quasi tutta la vita? Non è giusto che quasi un milione di giovani italiani sono costretti a vivere così.

Capisco che in Italia, c’è la paura che con l’accoglienza di questo popolo di seconda generazione, rischiate di perdere l’integrità della cosiddetta “italianità,” e questo è una paura che non capirò quasi mai perché gli Stati Uniti non ha una cultura veramente antica e ricca di tradizioni. Però, devo chiederLa: che cos’è “l’italianità”? Ci sono tradizioni, canzoni, piatti, dialetti, feste, ecc. da tutte le regioni, ma c’è veramente una cultura italiana sola? Nel mio paese, c’è molta diversità, ma non abbiamo perso la nostra identità nazionale a causa degli immigrati. Sì, in California lo spagnolo è quasi diventato la seconda lingua dello Stato. Sì, ho imparato un po’ del russo quando ero giovane per comunicare con i miei vicini. Sì, qui si trova i ristoranti cinesi, indiani, italiani, e così via, per non parlare dei autonegozi famosi dei taco. Ma tutti hanno mangiato lo “sloppy Joe” a scuola almeno una volta, e tutti mangiano gli hamburger quando festeggiano il Quattro di Luglio con i fuochi d’artificio. Ma anche questo non è, veramente, “l’americanità.” La nostra identità come paese è una dello nostro spirito. “L’americanità” è lo spirito dell’indipendenza, il voglio di essere unico ed eccezionale, di lasciare un effetto buono sul mondo di farlo notare le nostre contribuzioni individuali. “L’americanità” significa non avere paura di rendersi ridicolo per realizzare il bene. Questo spirito magnifico è la cosa che univa i primi colonizzatori, è la cosa che ci unisce come americani oggi, ed è la cosa che continua ad attirare gli immigrati dappertutto al nostro paese. Qualunque cos’è “l’italianità,” può essere sicuro che gli italiani di seconda generazione la possiedono.

Per parlare del pragmatismo, la legge dello ius soli temperato ha anche senso logisticamente. Il tasso di natalità è il peggiore in tutta la storia d’Italia. La riduzione nazionale del tasso di nascita dal 2015 al 2016 – in solo un anno – è stata del 2,4%. In tutto l’anno scorso, ci sono stati nati solo 474mila bambini, quasi 16% di cui sono figli di stranieri. Infatti, dal 2008 al 2015, sono nati circa 75.000 figli di stranieri ogni anno. Questi figli di immigrati possono aiutare a combattere questo problema grave. Possono aiutare anche a combattere contro “la fuga dei cervelli.” Gli italiani diplomati e laureati che si sono trasferiti all’estero per trovare lavoro e opportunità nel 2015 erano al 51mila. Questi ragazzi di seconda generazione sono veramente figli e figlie d’Italia e non vogliono lasciare la terra madre per qualsiasi paese. Non vogliono diventare americani o britannici: vogliono essere riconosciuti solo come gli italiani che loro sono. Oggi, il numero di giovani che beneficiare della legge nuova sono circa un milione. Questi giovani rappresentano una risorsa grande di capitale umano.

Negli Stati Uniti, non abbiamo una cultura nazionale concreta. C’è molta diversità, e se non provenisse da una cultura seconda, mantenuta dai suoi nonni e bisnonni che sono immigrati dall’estero, sarebbe difficile sentirsi di avere una cultura vera: almeno, non una ricca di tradizione e significanza. Io sono molto allontanata dai miei radici europei, ma dopo otto anni, mi trovo con una comunità culturale seconda in Italia. Non sono italiana, ma amo l’Italia: la cultura, la cucina, la lingua. Se io, figlia della terra americana, amo così tanto l’Italia, pensi quanto più questi figli della terra italiana la amano. Questi figli d’Italia rappresentano una risorsa meravigliosa per la nazione. La legge dello ius soli temperato è già stata approvata alla Camera con 310 sì, 66 no e 83 astenuti. Forza Italia è stato uno dei partiti più grandi con i membri astenuti. Signore Romani, La prego di non astenersi quando arriva il momento del voto. Con la sua posizione come un membro dello Senato della Repubblica presidente, ha l’opportunità di cambiare la realtà d’Italia per il meglio. Le prego, utilizzi la sua influenza nel senato, non solo con il voto suo, ma come il presidente del gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà, di convincere il gruppo Senato Fi-Pdl di votare a favore di questa bellissima opportunità. Spero che entro al 15 giugno, Lei scegliesse di realizzare tutto quello che è possibile per la vostra Italia che voglio tanto bene.

Cordiali saluti,

Emma Ferrell

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